scritto da missPatacca il lunedì, 16 giugno 2008,17:51
Ok, è da un pò che volevo scrivere... ma l'università assorbe la maggior parte del tempo in questo periodo.
Ho in mente tre o quattro film, di cui vorrei parlare. Tra i miei preferiti.
Ma oggi parlerò di The breakfast club.
Parte la pellicola.....
BLANK SCREEN:
Against Black, TITLE CARD:
"...and these children that you spit on,
as they try to change their worlds are
immune to your consultations. They're
quite aware of what they're going through...
- David Bowie"
E' sabato 24 marzo 1984. Cinque adolescenti (tre ragazzi, Andy, Brian e John e due ragazze, Allison e Claire), allievi di varie classi di una scuola superiore di Chicago, lo passeranno, per punizioni a vario titolo, nella biblioteca dell'edificio. Il preside, Richard Vernon, che a tratti dovrà sorvegliarli (e sopportarne le esuberanze), assegna loro un tema (Chi sono io?). Le lunghe ore consentono ai giovani di conoscersi e di parlarsi: dopo le prime battute, le punzecchiature ed i primi inevitabili urti, tutti e cinque, lungi dallo svolgere il compito stabilito, cominciano ad esporre e confrontare i rispettivi problemi di vita.

Uno dei miei film preferiti. Ma allo stesso tempo uno di quei film che pur con la loro semplicità, il loro essere piccoli e di 'nicchia', sono riusciti a lasciare qualcosa, a ispirare coloro che sono venuti dopo. Sono diventati una tappa della storia del cinema.
A me questo film piace, nuovamente per la particolare struttura narrativa, per i testi, i dialoghi. Amo questi film che vanno, un pò, contro il concetto stesso di cinema; intendo quei film in cui l'immagine è secondaria e la storia si regge solo e semplicemete sui dialoghi.
Una tipologia d'espressione quasi teatrale, invece che cinematografica; che in questo film si esplicita in una quasi 'mono-scenografia' (la biblioteca della scuola) e negli eventi narrativi quasi nulli (si limitano ai semplici dialoghi-interazioni tra i cinque personaggi, che presentano e raccontano la loro individualità e personalità).
Sono cinque ragazzi in punizione, ma non ne sappiamo i motivi. O meglio, li sapremo durante il film.
Sono cinque ragazzi, così diversi l'uno dall'altro. Non hanno niente in comune? Uno fa parte del Club Sportivo, l'altro del Club di Matematica e di Fisica. Ma forse qualcosa in comune ce l'hanno. Le loro diversità sono ciò che li unisce (perchè in fondo a tutti gli adolescenti capita di essere non capiti dai genitori, a tutti gli adolescenti capita di aver paura del futuro), le loro diversità sono ciò che li rende il Breakfast Club.
ANDREW
What's bizarre? I mean we're all
pretty bizarre! Some of us are just
better at hiding it, that's all.
ALLISON
When you grow up, your heart dies.

Dear Mr. Vernon, we accept the fact
that we had to sacrifice a whole
Saturday in detention for whatever
it was we did wrong. But we think
you're crazy to make an essay
telling you who we think we are.
You see us as you want to see us...
In the simplest terms, in the most
convenient definitions.
But what we found out is that each
one of us is a brain...
...and an athlete...
...and a basket case...
...a princess...
...and a criminal...
Does that answer your question?
Sincerely yours, the Breakfast Club.
Note Speciali
Attrici: A me piace Ally Sheedy (la darkettona Allison) :p
scritto da missPatacca il giovedì, 07 giugno 2007,15:53
Serata particolare quella di qualche giorno fa.
Le Miss avevano deciso di andare al cinema, ma di iniziare con un veloce aperitivo pre-film. Purtroppo la scelta del bar è stata nefasta! Le Miss vi sconsigliano di recarvi nel bar (al momento ci sfugge il nome) in via Accademia delle Scienze, proprio di fronte a McDonald's e accanto a quel creatore di squisitezze chiamato Grom. Personale scontroso e inospitale, oltre che scarsa possibilità di scelta culinaria.
Dopo questo insoddisfacente ristoro ci siamo appropinquate verso il cinema Romano, ed abbiamo di nuovo incontrato persone scortesi e un luogo scomodo.
Per fortuna che il film era bello! :D
Breakfast On Pluto
Patrick Brady è nato dalla relazione clandestina tra un prete cattolico e la sua governante. Abbandonato dalla madre, fuggita a Londra, e affidato dal padre alla tabaccaia del paese, Patrick rivela sin da ragazzino una sensibilità spiccatamente femminile che si traduce in gesti appariscenti, in travestimenti e maquillage vivacissimi. Rinnegato dai genitori naturali e dalla madre adottiva, il ragazzo cresce con un gruppo di amici nell'Irlanda degli anni '70, occupata dagli inglesi e rivendicata dall'IRA. In seguito alla morte violenta di un amico, Patrick mutua il nome in Kitten e parte alla volta di Londra per conoscere sua madre. Alla fine del viaggio troverà invece un padre e una precisa quanto stravagante identità.

Inanzitutto, titolo stupendo tratto da una canzone di Don Partridge.
E' un film travolgente, ci porta ad immergerci nella sfavilante, spichedelica, confusa atmosfera degli anni '70.
E' un film allegro, nonostante il tema difficile, grazie anche al carisma del personaggio principale, e a i testi ironici e un pò surreali. Si ride, anche se forse di un sorriso amaro.
Trovo particolare il modo in cui ci viene presentato il problema nord-irlandese (tema comprimario insieme alla transessualità); raccontato dal punto di vista di un semplice cittadino (in questo caso Patrick) preso dai propri problemi personali e dalla vita di tutti i giorni e che ogni tanto viene sfiorato, toccato o travolto dal terrorismo, l'IRA e l'Irlanda del nord.
Film davvero godibile e interessante.
Nota speciale colonna sonora: in particolare, Children Of The Revolution - T-Rex.
scritto da missPatacca il mercoledì, 30 maggio 2007,23:55
Ritornano le vostre Miss, purtroppo in forte ritardo, ma sono state in altre faccende affaccendate. Faccende anche abbastanza rompi cojones, ed anzi, siccome una delle due miss, la mia collega è ancora un pò moscia, e io invece voglio che sia allegra, comincio a scrivere questo post sperando di farle cosa gradita. ^^
E poi, comunque, sono passati 4 giorni dal film e non abbiamo ancora dato il nostro parere, eccheccavolo!!
Ok, la smetto di delirare... -.-
Yorkshire, Inghilterra del nord, 1983. Otto ragazzi. Vivaci, intelligenti e preparati, curiosi e svelti di mente. Tutti fanno parte di un'anonima e dimenticata da tutti scuola di provincia ma vengono selezionati per prendere parte a un colloquio di ammissione per andare ad Oxford o a Cambridge, le due mete d’oro dell'università inglese. A prepararli per l'importante appuntamento la loro insegnante di storia, l'esuberante Hector, sulla carta professore di letteratura ma in realtà maestro d'entusiasmo, e, sotto consiglio del rigido preside, un nuovo giovane professore, dall'apparenza e dai modi più accademici ma altrettanto valido e affascinante. Fra una gita, una lezione di pianoforte e una di francese tutti e otto i ragazzi arriveranno al colloquio più o meno in grado di superarlo.
Diretto da Nicholas Hytner e sceneggiato da Alan Bennett (autore anche della pluripremiata commedia teatrale da cui il film è tratto), il film è una commedia fersca e brillante, tipicamente inglese, sia per la grigia ambientazione che per lo humor secco e tagliente, non di rado felicemente politicamente scorretto.
Che dire... le vostre miss questa volta erano partite trulle trulle, sicure di vedere una semplice e tranquilla commediola inglese. E invece, cosa si ritrovano? Un film a tema O_O (ormai il nostro fiuto li trova senza neanche cercarli!! O_O)
A parte questo, film davvero carino, simpatico... ma mai stupido!
Si nota la provenienza da un testo teatrale, a volte è difficile stare dietro ai dialoghi ma ciò lo rende un film stimolante... divertente!
Insomma... bello! ..e direi anche un Fede si... ma non mi sbilancerei troppo.. forse è meglio Fede dicci tu ;) :p
Nota speciale alla colonna sonora degli Smiths, Cure, New Order.