Tutto è partito da un video di 30 minuti circa che da qualche giorno gira pazzamente nella rete. é un inchiesta della BBC inglese sui preti pedofili e su come la Chiesa li copra.
Le masse hanno mosso i media, infatti da pochi giorni se ne parla anche sugli organi di stampa. Ecco il video e alcuni articoli tratti da Repubblica.it
17 maggio 2007
Scambiato da migliaia di utenti nel mondo il documentario
che svelerebbe come Ratzinger tutelò alcuni sacerdoti responsabili di abusi
L'inchiesta Bbc sui preti pedofili
diventa un caso su internet
ROMA - Un'onda di indignazione attraversa la rete e acquista ogni giorno portata maggiore. E' bastato poco, che in realtà "poco" non è. La messa in Rete di un documentario della Bbc, titolo Sex Crimes and the Vatican, andato in onda in Gran Bretagna nel 2006, nel quale si svelano i risvolti inquietanti di una vicenda che coinvolse decine di sacerdoti, responsabili di reati di pedofilia, come quelli della diocesi di Ferns, contea di Wexford, Irlanda. E di come i reati, e i loro autori, vennero tutelati dalle autorità ecclesiastiche. Il video, che in Italia è stato acquistato da una società specializzata che sta provando a rivenderlo alle emittenti nazionali, è fra i più visti su You Tube e Google. La società ha diffidato formalmente il nostro sito a diffonderlo.
Nel documentario, si parla soprattutto del Crimen Sollicitationis, il documento segreto emesso dal Santo ufficio del Vaticano (oggi Congregazione per la dottrina della fede) nel 1962: fornisce istruzioni ai vescovi su come trattare i casi di sacerdoti accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti. Ma soprattutto di come porsi di fronte a crimini peggiori, come il coinvolgimento di un prete in rapporti sessuali con un animale, un bambino o un uomo.
Ebbene, il garante dell'applicazione di quelle direttive fu Benedetto XVI, all'epoca dei fatti ancora cardinale Joseph Ratzinger. Fu lui il responsabile della direttiva con la quale lo scandalo venne messo a tacere e i preti furono protetti e nascosti alle autorità.
Il video è crudo e esplicito, riporta le testimonianze di chi, all'epoca bambino, fu vittima degli abusi. Che viaggiasse su internet era prevedibile così com'era inevitabile che alimentasse la discussione. Utenti premurosi si sono presi la briga di tradurre e sottotitolare la versione integrale del documentario anche nella nostra lingua.
Così, la Ferns Inquiry, il Rapporto Ferns, ovvero l'inchiesta governativa ufficiale irlandese del 2005 che riguardava le denunce di abusi avvenuti nella diocesi irlandese, ma anche gli altri contenuti del documentario, si sono trasformati in uno dei documenti attualmente più diffusi e scambiati sul Web. Il dibattito si infiamma su siti e blog italiani, fra riflessioni pacate, giudizi netti e, com'è legittimo, dubbi e contestazioni.
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22 maggio 2007
Via libera del direttore Rai, ma Staderini precisa: "L'ultima parola spetta al cda"
Slitta la messa in onda: Santoro vuole approfondire meglio alcuni aspetti
Documentario Bbc, Cappon sblocca l'acquisto
Betori: "No a censura, ma si denuncino falsità"
Il segretario generale della Cei: "Spero in una presa di distanza"
Berlusconi: "Noi non lo acquisteremo, più che informazione è disinformazione"
ROMA - Via libera al documentario su Chiesa e pedofili prodotto dalla Bbc. Lo ha deciso il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, che ha sbloccato oggi l'acquisto del reportage. Slitta, però, la messa in onda durante la trasmissione Annozero, di Michele Santoro: il giornalista vuole approfondire alcuni aspetti del video dopo che lo stesso Cappon gli ha chiesto che, nel corso della puntata, siano ampiamente rappresentate tutte le parti coinvolte. "Il nostro accordo
con la Bbc è quello di trasmettere il documentario integralmente - dice Santoro - ma l'impegno con pubblico e Rai è quello di rappresentare in maniera equilibrata ed autorevole tutti i punti di vista". Un estratto di circa cinque minuti andrà invece in onda stasera sull'emittente Canale Italia, all'interno dell'approfondimento "Live", alle 23.15. Spiega il conduttore, Gianluca Versace: "E' paradossale continuare a parlare di un filmato che nessuno ha visto. Per questo abbiamo deciso di mandare in onda l'estratto. E' nostra volontà tornare sull'argomento martedì prossimo, ospitando anche esponenti della Chiesa cattolica".
Cei: "Nessuna censura". Sulla questione interviene il segretario generale della Cei, Giuseppe Betori: "Non vogliamo alcuna censura - ha affermato durante i lavori della Conferenza episcopale - ma se il documentario dovesse essere trasmesso in Italia, vorremmo almeno una chiara presa di distanza da tutte le falsità che sembra contenere". Betori critica in particolare il fatto che il filmato consideri un documento vaticano del 1962 come emanazione del cardinale Ratzinger mentre all'epoca questi era un semplice teologo.
"L'ultima parola al cda". Ogni lettura di parte in questa vicenda è "scandalosa", sostiene il consigliere d'amministrazione Rai Marco Staderini, che spiega che "l'ultima parola sarà del Cda che ha la responsabilità della linea editoriale": "Io non ho mai parlato di censura, ma di informazione corretta" sottolinea, in risposta alle parole di Sandro Curzi che aveva parlato della richiesta "da parte di molti" di "una censura preventiva, inconcepibile in riferimento a qualsiasi attività di informazione, intollerabile in un servizio pubblico". Cappon ha dato l'ok all'acquisto del documentario "ma ciò non vuol dire che andrà in onda, se ne riparlerà prima in consiglio - precisa Staderini - e valuteremo. Se non mi convincerà non dirò certo di sì: il tema è troppo delicato per lasciarlo all'improvvisazione".
"A Mediaset mai". Berlusconi, incuriosito dalle polemiche, racconta di aver chiesto a Fedele Confalonieri notizie del documentario, "ma lui mi ha detto che non ha alcuna intenzione di acquistarlo. Dalle informazioni che ho io, è stato molto criticato anche in Inghilterra e più che informazione è disinformazione".
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A voi la parola.
Io e la mia collega siamo rimaste senza.