scritto da MissPride il mercoledì, 14 maggio 2008,12:33
Visto al Festival..
Ok ok sono un po in ritardo, ma ormai il tempo che passo al pc è davvero pochissimo e non riesco a fare sempre tutto..perdono!.

Per motivi economici non ho potuto vedere tutti i film che avrei voluto..sigh..il prossimo anno spero di riuscire a fare l'abbonamento e non perdermi niente..

Film:

Candy Rain


Candy Rain racconta quattro storie intime e poetiche di donne innamorate nella Taipei contemporanea. Jessie ha deciso di ricominciare la sua vita a Taipei dopo aver rotto con il suo fidanzato e litigato con la famiglia. La sua amica di liceo e ammiratrice segreta Pon le ha detto: "Mi prenderò cura di te”. U è dell'ariete, e si sa proteggere bene. Cerca l'amore ideale ma non sa dove trovarlo. Spancer è innamorata di Summer, che si sta sposando. Prima di dirsi addio, promettono di rivedersi da lì a dieci anni. Le relazioni di Ricky invece sono sempre violente: come fuochi d'artificio: meravigliose ma corte. Per Ricky, è un circolo vizioso…

Primo film visto al Festival, di domenica mattina, film lello taiwanese, un po lento come tutti i film orientali (questa cosa devo ancora capirla.. perchè sono sempre lenti?! mhà) comunque, film diviso in quattro capitoli, tutte ragazze che abitano nello stesso palazzo ma non si incontrano mai.
La prima storia è davvero troppo lenta, i dialoghi sono al minimo, si capisce poco devo ammettere, già ero li a crisotnare, secondo episodio, protagonista una cuoca con non tutte le rotelle in ordine, maniaca dell'ordine e della precisione, che se la tazza di caffè non è messa come dev'essere te la rigira, schemi troppo rigidi che non le faranno vivere nessun amore, perchè l'amore come vuole lei probabilmente non esiste, bisogna lasciarsi andare e lei non ne è capace,
Terzo episodio, forse il più carino, bellissima fotografia, inizia con una coppia di due giovani ragazze molto innamorate che però di sedono lasciare perchè una delle de si deve sposare, promettono di toranre insieme dopo dieci anni "tempo di adempiere ai miei doveri" dice la sposa. Passano tre anni e si riincontrano, Spancer ha aspettato Summer, non è più stata con nessuna, ha passato le sue serate la karaoke dove andavano sempre insieme e piange cantando, Summer ora ha un figlio. Vuole lasciare il marito per stare con Summer. Il finale è aperto..L'ultima scena è un incontro tra Spencer Summer e suo marito che le chiede di restare con lui, dicendole che può venire a vivere con loro anche Spencer così potranno stare insieme. (sono pazzi questi taiwanesi o.O)
Ultimo episodio, storia completamente irreale, stile differente dagli episodi precedenti, tane ragazze che girano intorno a Ricky, sembra quasi fatto a cartone animato, le botte che si danno mosse al rallentatore, parrucche colorate in modo eccentrico e la morte finale di tutte e quattro le ragazze..
Alla fine del film l'inquadratura passa per pochi secondi su tutte le protagoniste del film e dice
"C'è chi è felice quando non è solo" (I ep.) "C'è che è felice quando è solo" (II ep) "C'è chi non è felice quando è solo" (III ep) "C'è chi non è felice neanche quando non è solo" (IV ep)


Corazones de Mujer


Un film «sulle maschere e le apparenze che coprono la sessualità nel mondo arabo e non solo». C’era una volta il miglior sarto di vestiti arabi della città, l’omosessuale Shakira (Aziz Ahmeri), e c’era una promessa sposa, Zina (Ghizlane Waldi), a cui lui doveva fare il vestito da matrimonio: Zina. Il problema era che Zina aveva già perso la verginità e nel mondo arabo non è permesso. Per tornare a “chilometri zero” saliranno al volante di una vecchia Alfa Romeo spider, da Torino fino in Marocco e… inizieranno il viaggio che le salverà la vita. "Il cuore delle donne" porta il titolo originale di "Corazones de Mujer" in omaggio ad Almodovar, e la firma di due giovani registi e produttori italiani, Davide Sordella e Pablo Benedetti (già autori di "Fratelli di sangue" presentato a Venezia nel 2006), che si firmano K. Kosoof, un nome d'arte collettivo che in arabo vuol dire eclisse (a significare che il film è un'opera d’arte fatta da tante persone, hanno dichiarato gli autori). Questo pseudonimo è in realtà anche un modo per proteggersi dalle reazioni che il mondo arabo potrebbe avere davanti a quest'opera che è tratta parzialmente da una storia vera. Ai registi è stato anche consigliato (dal console marocchino in Italia) di non citare mai nel film il nome di Allah, quello di Maometto e quello del Re del Marocco. Il film, prodotto dalla 011Films con un budget di soli 50.000 euro, non ha ancora una distribuzione italiana. Presentato nella sezione Panorama della Berlinale 2008.

Unico film italiano visto al Festival, purtroppo il film è quasi tutto in arabo e al festival hanno dimenticato i sub italiani..per fortuna la pellicola aveva quelli in inglese. (nota dolente, la mancanza di sub non è stata comunicata prima del film, per non far svuotare la sala hanno taciuto, mi pare un gesto un po scorretto) Film che vorrei rivedere perchè essendo il mio inglese un po una schifezza ho perso dei passaggi. La storia è bella quindi merita, i registi produttori ci hanno detto che il film uscirà nelle sale italiane i primi di giugno, attendo con impazienza a questo punto.


Breakfast with Scot


Ed e Sam sono impegnati in una relazione da quattro anni. Ed è un ex giocatore di hockey (della Toronto Maple Leafs) diventato ora un cronista sportivo e Sam è un avvocato che lavora per la sua ex squadra di hockey. Quando l'avventuroso fratello di Sam, Billy, si trasferisce per lavoro in Sud Africa, la sua ex ragazza, Julie, viene trovata morta per overdose e suo figlio Scot (non figlio di Billy) viene affidato a Billy. Ma Billy risulta disperso così Sam deve prendersi cura del piccolo. Il problema a questo punto è Ed, che non ha mai voluto sentire parlare di bambini. Quando l'11enne Scot arriva nella loro casa e aprono la sua sacca, dentro vi trovano ... una rosa e musicale spazzola per capelli, due scatolette di plastica contenenti collanine, una cintura rosa, e quattro paia di calzini merlettati ... realizzando così che il bambino sia più dichiarato di loro, nonostante che ancora non sappia niente della loro vita. Un ragazzo unico in una ancora più insolita situazione, Scot porta lo scompiglio nella vita di Ed e Sam. Ma quando Billy ricompare e decide di portare Scot con sè in Sud Africa, Ed e Sam non sopportano il pensiero di perderlo... Il film indaga sul significato reale di famiglia, contrapponendo in modo divertente gli stereotipi familiari ai sentimenti che formano una vera unione famigliare e mostrando come può sentirsi un bimbo che non riesce ad adattarsi al ruolo che la società gli ha preparato.

Questo film vuole essere un film sulla famiglia, a me è piaciuto molto, non sarà un film d'autore, la storia è semplice, con il lieto fine, senza la classica drammaticità di un film omosessuala (ma forse questo accade solo ai film lesbici muble). Questo è un film che ti vine voglia di andare a vedere al cinema, o in un giorno di pioggia a casa spaparanzato sul divano

Spinning
Spinning è un corto, dura pochi minuti, protagoniste tre donne che si incontrano sempre in palestra, una sera finita la lezione vanno negli spogliatoi, mentre fanno la doccia vai la luce, questo sarà un momento di avvicinamento tra loro...sotto la stessa doccia..tornata la luce cala l'imbarazzo tra tutte. Lezione dopo, di nuovo spogliatoi, di nuovo le docce, ma stavolta è una di loro a spegnere la luce....

Finn's Girl


I valori famigliari, i diritti alla genitorialità e le angustie preadolescenziali sono al centro di questo moderno dramma canadese. La dottoressa Finn Jefferies ha talento e successo ma è smarrita. Dopo la morte della sua compagna, Finn si trova davanti alla sfida più grande della sua vita, dovendo allevare da sola la figlia undicenne Zelly. Finn vuole il meglio per Zelly, ma il suo intenso dolore e il duro lavoro alla clinica degli aborti mettono in pericolo il suo ruolo di brava madre. Sia quando è sola sul suo motociclo o quando saltella sul letto con una nuova amante, Finn pensa a come crearsi una sicura e stabile vita. Nel frattempo Zelly e le sue amiche vagabondano per Toronto fumando erba, taccheggiando e marinando la scuola. Finn e Zelly sembrano viaggiare entrambe su strade parallele verso l'autodistruzione. Mentre attraversano le turbinose acque del dolore, scopriranno segreti e verità che metteranno in discussione le loro vite e chi sono veramente. Le registe, che hanno già prodotto i corti "My Feminism" e "Thank God I’m a Lesbian", usano una vivace colonna sonora, un brioso montaggio e una fotografia sgargiante per catturare le crude emozioni e le tensioni delle vite di questi due personaggi. Il film è centrato sui drammi personali di Finn e Zelly mentre esplorano i temi più caldi e attuali della nostra società come il diritto all'aborto, alla fertilità e alla maternità lesbica.

Altro film sulla famiglia, ma questa volta lesbica..prima domanda..perchè a differenza del precedente questo dev'essere triste!? perchè lesbico?..
Comunque, nonostante sia un film con parti drammatiche, dopo tutto inizia con la morte di una delle due madri, è un film che mi è piaciuto abbastanza. Una famiglia che deve ritrovarsi, andare avanti cercando di superare il dolore. Solo una grande verità riavvicinerà madre e figlia e anche l'affetto di una nuova persona che è li per proteggerle..


Were The World Mine


Il cattivo umore di Timothy si risolleva quando il suo eccentrico insegnante gli assegna il ruolo di Puck ne il Sogno di una notte di mezz'estate. Scivolando in un fantastico sogno-musical ad occhi aperti, Timothy scopre la ricetta per creare il magico filtro d'amore usato nella commedia di Shakespeare. Con la sua nuova arma, il folletto Timothy fa diventare gay gran parte della sua bigotta cittadina, gettando nel caos famiglia, amici e nemici. Quando, con riluttanza, è costretto a restituire il libero arbitrio a tutti, scoprirà con sorpresa che il vero amore rimane.

Film stupendo, vincitore del premio del pubblico, il regista alla fine del film è stato accolto da un onda di applausi. Questo film potrebbe benissimo essere un film da grande distribuzione. Allegro, gioioso, una favola.
E' un musical con tutti giovani attori gay, il regista ci ha detto che per ora questo film non ha nessuna distribuzione..spero che aver vinto il premio del pubblico possa aver smosso qualcosa e che qualche distributore lo compri perchè merita davvero di essere visto.
Mi sono alzata con un grande sorriso dalla poltroncina finito lo spettacolo.



Quest'anno ho visto quasi solo film gay e mi sono piaciuti, Probabilmente perchè "esistono" da più tempo, non so , ma riescono a essere più spensierati, più divertenti, delle vere commedie; mentre i film lesbici sono ancora troppo incatenati al drammatico. E non sempre si ha voglia pur di veder un film lello di deprimersi. Voi cosa ne pensate?!
categoria:festival, film lelli, film gayo
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C.R.A.Z.Y

scritto da MissPride il mercoledì, 05 settembre 2007,19:01
Crazy è un film che è piaciuto tanto ad entambe..un film sulla scoperta della propria identita..sul rapporto padre-figlio..
Questo film canadese di qualche anno fa, racconta della vita di Zac, il quarto di cinque figli maschi..nasce il giorno di natale del 1960 e da li noi spettatori cominciamo a seguire la sua crescita..i suoi 5 anni e il suo deriderio di avere una carrozzina per le bambole..il campeggio forzato, i suoi 15 anni e le prime attrazioni per le ragazze e forse per i ragazzi..la sua indipendenza a 20 fino alla consapevolezza con un viaggio a Gerusalemme. Il tutto seguito dalla sua strana famiglia..un padre con l'idea del macho e che non accetta minimamente che suo figlio possa essere una checca..la madre che lo ama in modo sviscerale..in qualcunque modo egli sia..i suoi fratelli che sono il perfetto opposto di lui..
Tutto il film ha come tema ricorrente "Crazy" una canzone di Patsy Cline, canzone preferita del padre che ha su vinile e che un giorno Zac rompe..C.R.A.Z.Y sono anche le iniziali dei cinque figli..
E poi "Emmenez-moi" di Charles Aznavour che il padre di Zac canta in ogni ricorrenza..ogni natale/compleanno di Zac e ogni festa in famiglia..
Un film molto bello..lo consigliamo proprio..addirittura la madre di Miss Patacca vuole vederlo XD peccato che quest'ultima si sia dimenticata di dirle della componente omo ahaha..che disanstro :P
buona visione

categoria:film gayo
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L'Oggetto del Mio Desiderio

scritto da missPatacca il martedì, 31 luglio 2007,22:04
Cosa possono fare le vostre Miss nei caldi pomeriggi di luglio??? ... ma ovviamente, guardarsi un bel film!!!
E così è stato qualche pomeriggio fa, quando Miss Pride ha attraversato le strade deserte sotto il sole bruciante delle 14, per giungere alla dimora di Miss Patacca; dove l'aspettava un bellissimo film!

L'Oggetto Del Mio Desiderio
In crisi con il fidanzato Vince (J. Pankow), Nina (J. Aniston) propone a George (P. Rudd), maestro elementare e gay, di venire ad abitare nel suo appartamento. Tra i due nasce un'amicizia così forte che quando Nina scopre di aspettare un figlio da Vince, decide di allevarlo con George di cui si è segretamente innamorata, sicura che sia lui il padre più adatto. La situazione si complica quando George scopre un partner affidabile in Paul (A. Gulinello), strappato al rapporto con un maturo e disincantato critico teatrale (N. Hawthorne).



Secondo me è un film molto carino. Certo, è una semplice commedia ma non banale. Un pò surreale forse, soprattutto il personaggio di Nina (che forse vuole farci capire quanto è cieco l'amore, quanto ci rende incapaci di vedere la realtà delle cose).
A suo tempo, al cinema, lo vidi per 3 volte di seguito!! (lo so, sono folle!) Ma è un film da vedere, soprattutto l'ultima scena!!!
categoria:noi , film gayo, fede si
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scritto da missPatacca il domenica, 08 luglio 2007,19:50
Ieri sera, serata a casa di un'amica delle miss.
Serata molto piacevole! (Grazie amica delle Miss! ^__^) ...condita da un bellissimo film, già visto, ma sempre emozionante!! Tutto su mia madre di Pedro Almodovar.

Al termine del monologo (esilarante e indimenticabile) di Agrado, la mia collega si volta verso di me con un sorrisone (che in questi giorni sono rari e preziosi.. :( ...abbraccione Miss Pride!!) e mi dice: "Questo monologo va su Lelle, eh!!"
...quindi...
eccolo quà!!



"Per cause estranee alla loro volontà, due delle attrici che quotidianamente trionfano su questo palcoscenico, oggi non possono essere qui. Poverine. Perciò, lo spettacolo è sospeso. A chi lo desidera verrano ridati i soldi del biglietto, però, per chi non ha niente di meglio da fare, per una volta che venite a teatro, è un peccato andarevene, se restate prometto d’intrattenervi raccontandovi la storia della mia vita.
Se v’annoio fate finta di russare, così…arrrggrrr…lo capisco benissimo e non mi sento ferita nella mia sensibilità…heè, veramente!

Mi chiamano Agrado. Perché per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita più gradevole agli altri. Oltre che gradevole, sono, “molto” autentica. guardate che corpo! Tutto fatto su misura: occhi a mandorla 80.000, naso 200 buttate nell’immondizia perché l’anno dopo me l’hanno ridotto così con un’altra bastonata, lo so che mi dà personalità , però se l’avessi saputo non me lo toccavo. Continuo, tette, due perché non sono mica un mostro, 70 ciascuna, però le ho già superammortizzate, silicone: labbro, fronte, zigomi, fianchi e culo, un litro sta sulle 100.000 perciò fate voi il conto che io l’ho già perso. Limatura della mandibola 75.000, depilazione definitiva con il laser, perché le donne vengono dalle scimmie, tanto quanto gli uomini: 60.000 a seduta, dipende da quanta barba una ha, normalmente da una a quattro sedute, però, se balli il flamenco, ce ne vogliono di più! è chiaro?

Bene. Quel che stavo dicendo è che costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché una è più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha di se stessa. "

The History Boys

scritto da missPatacca il mercoledì, 30 maggio 2007,23:55
Ritornano le vostre Miss, purtroppo in forte ritardo, ma sono state in altre faccende affaccendate. Faccende anche abbastanza rompi cojones, ed anzi, siccome una delle due miss, la mia collega è ancora un pò moscia, e io invece voglio che sia allegra, comincio a scrivere questo post sperando di farle cosa gradita. ^^
E poi, comunque, sono passati 4 giorni dal film e non abbiamo ancora dato il nostro parere, eccheccavolo!!
Ok, la smetto di delirare... -.-

The History Boys

Yorkshire, Inghilterra del nord, 1983. Otto ragazzi. Vivaci, intelligenti e preparati, curiosi e svelti di mente. Tutti fanno parte di un'anonima e dimenticata da tutti scuola di provincia ma vengono selezionati per prendere parte a un colloquio di ammissione per andare ad Oxford o a Cambridge, le due mete d’oro dell'università inglese. A prepararli per l'importante appuntamento la loro insegnante di storia, l'esuberante Hector, sulla carta professore di letteratura ma in realtà maestro d'entusiasmo, e, sotto consiglio del rigido preside, un nuovo giovane professore, dall'apparenza e dai modi più accademici ma altrettanto valido e affascinante. Fra una gita, una lezione di pianoforte e una di francese tutti e otto i ragazzi arriveranno al colloquio più o meno in grado di superarlo.
Diretto da Nicholas Hytner e sceneggiato da Alan Bennett (autore anche della pluripremiata commedia teatrale da cui il film è tratto), il film è una commedia fersca e brillante, tipicamente inglese, sia per la grigia ambientazione che per lo humor secco e tagliente, non di rado felicemente politicamente scorretto.






Che dire... le vostre miss questa volta erano partite trulle trulle, sicure di vedere una semplice e tranquilla commediola inglese. E invece, cosa si ritrovano? Un film a tema O_O  (ormai il nostro fiuto li trova senza neanche cercarli!! O_O)
A parte questo, film davvero carino, simpatico... ma mai stupido!
Si nota la provenienza da un testo teatrale, a volte è difficile stare dietro ai dialoghi ma ciò lo rende un film stimolante... divertente!
Insomma... bello! ..e direi anche un Fede si... ma non mi sbilancerei troppo.. forse è meglio Fede dicci tu ;) :p

Nota speciale alla colonna sonora degli Smiths, Cure, New Order.

scritto da MissPride il domenica, 29 aprile 2007,22:38
The Bubble: Film vincitore al festiva del cinema glbt come PREMIO DEL PUBBLICO



The Bubble

 
di: Eytan Fox
Israele, 2006, 35mm, 117’, col.


Miss Pride: Purtroppo quando è stato proiettato a Festival non siamo riuscite a vederlo ma ieri sera ce l'abbiamo fatta grazie alle proiezioni al massimo dei film che hanno vinto.
20.30 la sala è semi vuota quando io e la mia amica prendiamo posto, insieme a noi una coppia (etero) di settantenni..inaspettati, tempo qualche minuti e la sala inizia a riempirsi, persone di tutte le età e di tutti i tipi. Prendiamo posto su quelle comode poltrone, la luce si spegne e parte il film..cristono qualche secondo silenziosamente contro uno che era messo male e non mi permetteva di vedere i sottotitoli e dopodichè mi perdo con l'inizio del film.
Sapevamo, sapevo già dalla partenza che era un film drammatico e che mi sarei dovuta aspettare un finale triste, eppure questo è un film che fino all'ultimo pensi sia impossibile che finisca male, è un film sulla vita e sull'amore..Un'amore impossibili, perchè un amore omosessuale ma più che per questo perchè un amore tra un Israeliano e un Palestinese che si ritrovano a Tel Aviv, la bolla, città che sembra europea, dove tutto appare facile, amarsi anche se si è due ragazzi, amarsi anche se si è uno israeliano e uno palestinese, andare a un rave per la pace ballando tutta la notte; fino a quando non ci si risveglia nella realtà, nella vita vera fatta di attentati, di kamikaze e di soldati israeliani che sparano alla folla.


Miss Patacca
: questo post è talmente bello che c'è d'aggiungere poco.
The Bubble mi è piaciuto moltissimo. Ha la giusta intensità drammatica, senza cadere nel melenso o nel "taglio di vene"; per questo penso sia uno dei film che meglio esprime l'Amore tra quelli che ho visto. La rappresentazione del rapporto sessuale, in cui il loro intenso amore si poteva quasi toccare, dava i brividi.
Non condivido molto la scelta fatta dai protagonisti nella scena finale, ma si può comprendere.
Insomma, è un Fede NO... ma Fede, è talmente bello che devi vederlo!!!!


scritto da missPatacca il venerdì, 27 aprile 2007,21:16
Ieri il Festival internazionale del cinema a tematica omosessuale di Torino è terminato.
Le vostre miss, anche se non hanno potuto seguirlo molto, ne sono rimaste entusiasmate.
C'è stato sempre un gran pienone; e l'atmosfera tra la folla era stimolante. La gente era spensierata, divertita, interessata, coinvolta e incuriosita.


 


Anche se abbiamo visto poco, siamo riuscite ad assaggiare le diverse tipologie filmiche presenti al festival.
Abbiamo iniziato con una commedia molto carina: Nina's heavenly delight
Per poi avventurarci nel dramma con un film taiwanese estremamente particolare ed intenso: Ci Qing
E terminare con due documentari divertenti, ma che sapevano far riflettere: Cyprien, moi et les autres e Ma la Spagna non era cattolica?


E domani... si va a vedere il meglio del festival, ripresentato al cinema Massimo!

Miss Pride: Oltre ai film sopraelencati da MissPat che abbiamo visto insieme, io ho anche visto Sonja un flm tedesco dell'anno scorso, convinta di trovarmi di fronte un Fuckin Amal del 2007, son rimasta invece molto delusa. Il film è lento per tutta la durata e dalle prime due battute della protagonista, Sonja, si capisce benissimo che il film finirà male, quindi addio speranza di un bel film a lieto fine, ma togliendo il lieto fine che non rende un film un capolavoro o comunque bello, per tutta la durata non vedi l'ora che finista, che i titoli scorrano e le luci si riaccendano. Un film noioso, lento all'inverosimile, narrato proprio male, bocciato su tutta la linea.
Tutta altra storia per Ci Qing, un film taiwanese come già detto, molto particolare senza ombra di dubbio. Due protagoniste irreali. Una quasi bloccata all'età infantile e l'altra incapace di seguire i propri desideri per il senso di colpa nei confronti del fratello. I film orientali hanno tutta una loro atmosfera, si questo con i suoi momenti angoscianti se vogliamo, mi è piaciuto, poi all'ultimo l'sms che arriva a Takeko e il suo sorriso danno speranza, il film si conclude così, con un finale aperto a ogni possibilità. Io che sono sognatrice lo immagino con loro due insieme finalemente in pace dai loro demoni.
Che dire degli altri film?..In realtà di altro film abbiamo visto Nina's Heavenly Delight decisamente questo è un fede si..un film "normale" una classica storia d'amore come se ne sono viste tante, solo in veste lesica..bellissimo..poi fa venire un languorino per tutta la sua durata. La protagonista passa tutto il tempo a cucinare quindi non vi dico che fame uscite dalla sala. Film accolto tra i titoli di coda con uno scroscio di applausi, decisamente un bel film..fameeee..ehm ok..andiamo avanti che è meglio.. Mercoledì dopo aver visto Ci Qinq si siamo spostati dalla maestosa sala 1 alla piccola saletta 3 per assistere a un documentario, Ma la Spagna non era cattolica?!..essendo arrivate prima abbiamo assistito anche al documentario/corto belga Cyprien, moi et les autres. Poco prima ho anche attaccato bottone con due ragazze facendo la coda al bagno..guarda un po un festival e l'amore del cinema cosa ti portano a fare XD cmq tornando serie. I due documentari sono molto carini. Frizzanti.. il primo è sul coming uot del testimone di uno sposo..e l'altro è un misto tra fiction e documentario..incantro molto intelligente..carini davvero.

scritto da missPatacca il mercoledì, 28 marzo 2007,12:21
Buongiorno a tutti!
Oggi ho voglia di raccontarvi qualcosa...
e ho pensato di presentarvi un film interessante e particolare, un film accattivante e intenso. Ve lo consiglio proprio!

Una casa alla fine del mondo

Bobby Morrow è un bambino che ha un fratello meraviglioso, Carlton, che gli insegna a sorridere alla vita. Carlton muore tragicamente, e dopo di lui tutti i familiari di Bobby, che pur se solo, non perde la gioia di vivere. Viene accolto nella famiglia del suo miglior amico, Jonathan, che diventa rapidamente la sua. È impossibile non amare Bobby, così naive e pronto a dare amore a chiunque gli stia accanto,. Il tempo passa, i ragazzi crescono: Jonathan si è scoperto gay e si è trasferito a New York, Bobby fa il pasticciere a Cleveland. Quando Alice, la mamma di Jonathan, si trasferisce col marito, Bobby raggiunge Jonathan a New York e conosce Clare, che vive nella stessa casa. I due si innamorano, ma anche Jonathan ama Bobby, e Bobby ama tutti. Beh, in fondo una famiglia puoi fartela come ti pare e piace, anche a tre!


È tratto dal romanzo Michael Cunningham, che negli anni '70 era un giovane pieno di ideali, innamorato della vita e convinto che un mondo migliore fosse possibile. Questo sogno è il vero protagonista del film, che trova incarnazione nel personaggio di Bobby, candido e amorevole (ma non ingenuo) ragazzotto di provincia.
[fonte]

categoria:film gayo, fede dicci tu
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scritto da MissPride il giovedì, 01 marzo 2007,18:37
SATURNO E` CONTRO E OZPETEK SFIORA LA PERFEZIONE
(27/02/2007)
  "Ci sono momenti come questo in cui riesco a sentirmi felice. Voglio che rimanga tutto così per sempre". Ma niente è per sempre. O forse il ricordo di un amore sì.

"Ci sono momenti come questo in cui riesco a sentirmi felice. Voglio che rimanga tutto così per sempre. Anche se so che per sempre non esiste". Lorenzo vuole una vita perfetta. Tutti calmi, tranquilli, felici. Per sempre. Come un pesce rosso in una bolla di vetro. Ma ci sono i litigi, i temporali, la morte. E allora meglio non guardarla in faccia la realtà. Meglio drogarsi. E se tuo marito ti tradisce meglio rifare il letto e far finta che non sia successo niente. Inizia così il nuovo film di Ferzan Ozpetek e Saturno è subito contro. Muore il personaggio più interessante del film. Non è la bellezza o l’interpretazione convincente a rendere affascinante Luca Argentero ma la ricerca della perfezione del personaggio a cui dà vita. La perfezione in un mondo imperfetto. "Rende felici gli altri e aiuterebbe anche uno sconosciuto". Al compagno Favino fa sempre trovare la biancheria pulita sul letto, organizza gite al mare e cene. E' sempre il capotavola e con indosso una camicia rossa di sangue e passione si spegnerà come Cristo in un’ultima cena. Morte e Passione. Ma soprattutto Amicizia e separazione.

Ferzan non ci apre solo la sua casa (quella nel film è la casa romana del regista) ma anche la sua vita. La famiglia allargata, la protezione degli amici, la difficoltà a lasciare le persone. Perché quando finisce una relazione non ci si deve vedere più? "Non si posso cambiare le regole del gioco?" chiede Stefano Accorsi che non riesce a separarsi dalla moglie tradita. Una Margherita Buy che per essere perfetta come moglie e madre non lo aveva tradito nonostante la ghiotta occasione. Anche Ennio Fantastichini non riesce a distaccarsi dal suo ex Pierfrancesco Favino. Ozpetek è in quest'ultimo che si rivede ma è Fantastichini il regista. Di sicuro il migliore del cast, interpreta il vecchio del gruppo che ha solo storie di passaggio ma vorrebbe ritornare ad amare. È un’ombra. Osserva, organizza, piange. 'Saturno Contro' è un film sulla dimensione intima dei sentimenti, sull’introspezione psicologica dei personaggi e la loro rielaborazione della mancanza. Pacs e accanimento terapeutico vengono solo accennati. "Perché gli amici in queste cose non contano un cazzo" e non appena inizia, il discorso viene subito interrotto dall’immagine del crocifisso d’oro al collo dell’infermiera Milena Vukotic. Perfetta e agrodolce come anche Lunetta Savino. Sublime invece Isabella Ferrari che incarna la passione più di mille rose rosse.

Gabriella Ferri canta e Luca risorge. Negli occhi di un Ambra rivelazione. Un ricordo puro. Puro come l’acqua che Favino fissa nella piscina. Puro come il primo bacio che li si sono scambiati. Ed è li che Ambra dice a Michelangelo Tommaso che dopo Ennio e Luca non sarà il terzo amore di Pierfrancesco. Ma niente è per sempre. O forse il ricordo di un amore sì.


Questa rencensione l'ho copiata da qui e la trovo perfetta per spiegare cos'è questo film.
Io e Miss Patacca siamo andate a vederlo lunedì scorso insieme ad un'amica, io personalmente me ne sono innamorata, gli attori li ho trovati molto bravi e il contorno era perfetto, inquadrature, musiche, silenzi e poi alcune battute sono spettacolari.
Quelle che mi sono rimaste di più:

"Anche lei è così?"
"così come?"
"come loro..come lui insomma."
"addolorato?.."
"nooo..gay"
"gay io?..no!..io sono frocio!"
"aah ecco..e non è la stessa cosa?"
"no, io sono all'antica"

"Ci sono momenti come questo in cui riesco a sentirmi felice. Voglio che rimanga tutto così per sempre. Anche se so che per sempre non esiste"

Secondo Miss Patacca il film è sulla morte
e di come, un evento del genere abbia la capacità di coinvolgere ogni sfera della vita umana, d'invaderla e di stravolgere il nostro essere, la nostra persona e forse, anche, di farci comprendere meglio noi stessi.
Invece secondo me è sull'amicizia di come gli amici possano trasformarsi nella propria famiglia e si affronti tutto insieme cercando di farcela ad esempio davanti alla morte di uno di loro.

Ok per ora è tutto, ma teneteci nelle vostre frequenze che presto torneremo :P