XXY

scritto da missPatacca il martedì, 31 luglio 2007,22:55
L'ultima nostra avventura cinematografica è stata un pò impegnativa, ma decisamente bella e interessante.
Era da un pò che volevamo vedere questo film, finalmente ce l'abbiamo fatta!


Alex ha un segreto inconfessabile. Per questo i suoi genitori, quando lei era ancora in fasce, lasciarono Buenos Aires per trasferirsi sulle coste uruguayane, lontani dall'occhio indiscreto della gente. Un giorno, nella loro casa, arrivano degli ospiti molto attesi. Un chirurgo plastico di chiara fama, accompagnato da sua moglie e dal giovanissimo figlio di sedici anni, vecchi amici di famiglia, iniziano a occuparsi del "caso" dell'adolescente.
Le tre lettere del titolo rappresentano un'anomalia cromosomica - di quelle persone che hanno all'interno del loro patrimonio genetico sia dei gameti maschili che femminili – che resta il punto chiave della pellicola dell'esordiente regista argentina Lucia Puenzo. Alex, quindicenne alla scoperta della propria identità e delle prime esperienze sessuali, vive con disagio la propria diversità. Il suo essere ermafrodita, è più un problema sociale che personale, nella curiosità morbosa di chi le gravita affianco considerandola un "freak".




Il tema non è molto facile, ma delicato, toccante o intenso.
La regia non è semplicissima, un pò scarna... ma in questo modo, forse riusciamo a capire meglio il profondo dramma di questa ragazza.
A me è piaciuto molto, ci apre una finestra su una realtà diversa da noi... un difficoltà umana personale, ma allo stesso tempo, comune.

Il destino nel nome

scritto da missPatacca il domenica, 01 luglio 2007,17:37
Dopo essere sopravvissuto a un incidente ferroviario, Ashoke (Irrfan Khan) cambia la sua personale visione della vita; inizia a viaggiare - prima in Inghilterra e poi in America - e torna in India solo per sposare secondo la tradizione bengalese una giovane donna scelta dai genitori. Ashima (Tabu) decide che è l'uomo per lei ancor prima di conoscerlo, nel momento in cui prova le sue eleganti scarpe europee lasciate nell'atrio, e con qualche timore, ma piena di speranze, lascia la patria e il calore della famiglia per seguire il marito a New York. Nonostante i contrasti climatici e culturali, Ashima trova conforto nel compagno che imparerà ad amare e rispettare. Alla nascita del primogenito i due giovani sposi lo chiamano Gogol, in onore dello scrittore russo al quale Ashoke imputa la sua salvezza .
The Namesake gira intorno a questo nome bizzarro - prima voluto e in seguito ripudiato dal bambino - per raccontare la storia di una famiglia e le difficoltà di adattamento in un paese straniero. Lo scontro fra le culture si manifesta con più evidenza quando Gogol (Kal Penn) e la sorella Sonia (Sahira Nair) crescono: attraverso il taglio di capelli, l'abbigliamento, e le musiche dell'anglo-indiano Nitin Sawhney che si sovrappongono a quelle dei Pearl Jam a sottolineare anche il divario tra due generazioni.
L'India è appena accennata (nella primissima parte e quando i ragazzi si recano nel paese di origine insieme ai genitori), ed è allo stesso tempo una presenza costante e necessaria ai fini della narrazione.
La fotografia dai colori tipicamente indiani diventa così una silenziosa voce fuori campo - descrivendo il passato e le persone che presto ne faranno parte attraverso un filtro che attutisce i toni sgargianti - e accompagna lo spettatore lungo il cammino dolce, amaro, intenso di una famiglia che cresce e si forma secondo le dure regole del destino. [MyMovies]




Una saga familiare atipica. Moderna e fresca.
Un modo per conoscere una cultura estremamente affascinante, un modo per essere incuriositi e spinti a scoprire la cultura indiana.
Bravi attori per una storia intensa e profonda. Accattivante e interessante.

Nota speciale alla protagonista femminile: Tabu. Molto bella!



The History Boys

scritto da missPatacca il mercoledì, 30 maggio 2007,23:55
Ritornano le vostre Miss, purtroppo in forte ritardo, ma sono state in altre faccende affaccendate. Faccende anche abbastanza rompi cojones, ed anzi, siccome una delle due miss, la mia collega è ancora un pò moscia, e io invece voglio che sia allegra, comincio a scrivere questo post sperando di farle cosa gradita. ^^
E poi, comunque, sono passati 4 giorni dal film e non abbiamo ancora dato il nostro parere, eccheccavolo!!
Ok, la smetto di delirare... -.-

The History Boys

Yorkshire, Inghilterra del nord, 1983. Otto ragazzi. Vivaci, intelligenti e preparati, curiosi e svelti di mente. Tutti fanno parte di un'anonima e dimenticata da tutti scuola di provincia ma vengono selezionati per prendere parte a un colloquio di ammissione per andare ad Oxford o a Cambridge, le due mete d’oro dell'università inglese. A prepararli per l'importante appuntamento la loro insegnante di storia, l'esuberante Hector, sulla carta professore di letteratura ma in realtà maestro d'entusiasmo, e, sotto consiglio del rigido preside, un nuovo giovane professore, dall'apparenza e dai modi più accademici ma altrettanto valido e affascinante. Fra una gita, una lezione di pianoforte e una di francese tutti e otto i ragazzi arriveranno al colloquio più o meno in grado di superarlo.
Diretto da Nicholas Hytner e sceneggiato da Alan Bennett (autore anche della pluripremiata commedia teatrale da cui il film è tratto), il film è una commedia fersca e brillante, tipicamente inglese, sia per la grigia ambientazione che per lo humor secco e tagliente, non di rado felicemente politicamente scorretto.






Che dire... le vostre miss questa volta erano partite trulle trulle, sicure di vedere una semplice e tranquilla commediola inglese. E invece, cosa si ritrovano? Un film a tema O_O  (ormai il nostro fiuto li trova senza neanche cercarli!! O_O)
A parte questo, film davvero carino, simpatico... ma mai stupido!
Si nota la provenienza da un testo teatrale, a volte è difficile stare dietro ai dialoghi ma ciò lo rende un film stimolante... divertente!
Insomma... bello! ..e direi anche un Fede si... ma non mi sbilancerei troppo.. forse è meglio Fede dicci tu ;) :p

Nota speciale alla colonna sonora degli Smiths, Cure, New Order.

scritto da missPatacca il mercoledì, 28 marzo 2007,12:21
Buongiorno a tutti!
Oggi ho voglia di raccontarvi qualcosa...
e ho pensato di presentarvi un film interessante e particolare, un film accattivante e intenso. Ve lo consiglio proprio!

Una casa alla fine del mondo

Bobby Morrow è un bambino che ha un fratello meraviglioso, Carlton, che gli insegna a sorridere alla vita. Carlton muore tragicamente, e dopo di lui tutti i familiari di Bobby, che pur se solo, non perde la gioia di vivere. Viene accolto nella famiglia del suo miglior amico, Jonathan, che diventa rapidamente la sua. È impossibile non amare Bobby, così naive e pronto a dare amore a chiunque gli stia accanto,. Il tempo passa, i ragazzi crescono: Jonathan si è scoperto gay e si è trasferito a New York, Bobby fa il pasticciere a Cleveland. Quando Alice, la mamma di Jonathan, si trasferisce col marito, Bobby raggiunge Jonathan a New York e conosce Clare, che vive nella stessa casa. I due si innamorano, ma anche Jonathan ama Bobby, e Bobby ama tutti. Beh, in fondo una famiglia puoi fartela come ti pare e piace, anche a tre!


È tratto dal romanzo Michael Cunningham, che negli anni '70 era un giovane pieno di ideali, innamorato della vita e convinto che un mondo migliore fosse possibile. Questo sogno è il vero protagonista del film, che trova incarnazione nel personaggio di Bobby, candido e amorevole (ma non ingenuo) ragazzotto di provincia.
[fonte]

categoria:film gayo, fede dicci tu
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scritto da MissPride il domenica, 25 marzo 2007,16:58
Come ogni settimana ecco la nuova scheda del film visto sta settimana.
Giovedì sera le vostre due Miss sono andate a vedere "Diario Di Uno Scandalo"
 



occhiello Torbido dramma delle relazioni umane con due attrici da Oscar occhiello
Una giovane professoressa alle prese con la gelosia di una collega più anziana.

Uscita nelle sale: 23/02/2007

Barbara è un'insegnante londinese ormai vicina alla pensione e poco amata dai colleghi. La sua vita solitaria trova consolazione nella gatta Porzia e nella regolare tenuta di un diario. Un giorno arriva nella scuola una giovane e attraente insegnante, Sheba, sposata con un uomo più maturo di lei e con due figli adolescenti, di cui uno affetto dalla sindrome di Down. Barbara inizialmente la critica e poi scopre la sua relazione sessuale con un allievo quindicenne. Da questo momento è consapevole di avere in pugno quella che vorrebbe fosse per lei un'amica e anche qualcosa di più.
Il regista Richard Eyre si è affidato a uno sceneggiatore di eccezione come Patrick Marber (molti ricorderanno Closer di Mike Nichols, adattato da Marber da una sua opera teatrale) per trasporre al cinema il romanzo in bilico tra comicità e dramma di Zo Heller. L´operazione è riuscita grazie anche alla notevole performance delle due protagoniste.
Si tratta di due scuole di recitazione che si confrontano attraverso due star. La Dench con un'espressività contenuta che gioca tutto sui piccoli ma percettibili movimenti del volto e sulla parola. La Blanchett che invece dà al suo personaggio una vitalità serena e tormentata al contempo.
La storia, se vogliamo, è di quelle note e che hanno toccato il vertice del successo con film come Attrazione fatale: qualcuno che ricatta qualcun altro convinto in tal modo di poterne conquistare l´amore. Notes on a Scandal si spinge però più oltre su due versanti. Affronta infatti il tema della pedofilia al femminile che spesso viene poco considerata. Un uomo che ha relazioni sessuali con una minorenne viene in qualche modo considerato più "colpevole" dal senso comune rispetto alla situazione inversa. L´abuso sembra essere considerato come meno forte, forse anche perché statisticamente meno rilevato. C´è però, ed è forse ancora più interessante, la lettura di due fragilità. La prima, quella di Barbara, chiusa in un´apparentemente inviolabile fortezza di solitudine e pronta a fare del male pur di avere ciò che ritiene il proprio ´bene´. L´altra, quella di Sheba, che sembra cercare nel rapporto sessuale con lo studente adolescente una completezza che la Natura non ha donato a suo figlio. Sarà interessante alla fine scoprire se ci sono dei vincitori o solo dei perdenti. Proprio per questo, se decidete di vederlo, non fatevi anticipare nulla sul finale. tratto da movies.it

Ora passiamo alla nostra recensione. Film inquietante, o almeno per me è stato così, vuoi forse perchè sono entrata al cinema e mi son seduta sui divanetti già sapendo cosa mi aspettava e quindi con l'angoscia ad ogni scena di chiedermi "oddiocosasuccederàora??" . Vedi la Dench e ti chiedi per tutto il tempo cosa combinerà di cattivo, perchè in lei c'è l'aurea negativa, puoi aspettarti solo gesti psicopatici. Inoltre vedendo il trailer per tre quarti del film sai cosa aspettarti. Infatti ho avuto la netta, nettissima sensazione a un certo punto, anzi non sensazione ma stacco, di chiedermi e ora?..da li in poi il film è stata un'incognita fino al finale!

Le due attrici sono bravissime, sulla scena e sul video solo loro, gli altri personaggi sono formiche. Entrambe eccezionali nell'interpretare le loro parti. REALI. 10+ a loro due.

Sito Ufficiale

scritto da missPatacca il giovedì, 15 marzo 2007,18:20
Oggi, parlando con un'amica, è venuto fuori nel discorso un bel libro: "Non ci sono solo le arance" di Jeanette Winterson.
E' un libro che a me, personalmente, è piaciuto molto. L'autrice ha scrittura particolare, accattivante; con tono ironico fa sorridere su temi scomodi, pungenti e fastidiosi e ci insegna che, come dice la madre della protagonista, non ci sono solo le arance!


"Jeanette, cresciuta da una madre fervidamente cattolica, inizialmente aspira a divenire una missionaria, ma "condizionata" dalla sua intelligenza sfugge ad un futuro fatto di chiesa e moralismo innamorandosi, pensate un po', di una donna. Questa scelta peccaminosa sconvolgerà la sua famiglia e la comunità intera tanto da far ritenere che Jeanette sia stata plagiata dal demonio.

In questo primo romanzo, Jeanette Winterson affronta con un umorismo intelligente temi forti quali la religione, l'omosessualità, l'adozione e i conflitti tra madre e figlia. Nella storia che ha per protagonista l'omonima Jeanette, le donne prendono tutto il palcoscenico."




C'è anche una serie tv tratta da questo romanzo, "Oranges are not the only fruit". Io, però non l'ho apprezzata molto, mancava dello stesso brio che invece avvolge il libro.


categoria:libri, film lelli, fede dicci tu
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scritto da missPatacca il domenica, 11 marzo 2007,19:15
Oggi ho scelto di scrivere su un film, a mio parere, stupendo... Donnie Darko!




"Ci sono delle persone che nascono con la tragedia nel sangue."

Donnie Darko è un adolescente alle prese coi problemi dell’età: un liceale maturo, intelligente, compassionevole verso chi versa in condizioni di disagio, ma non gode di popolarità, è introverso e soprattutto schizofrenico – in terapia psichiatrica e sotto cura farmacologica; affetto da un apparente stadio depressivo, vive con tedio l’esistenza non comprendendone il significato, ed entra spesso in contrasto con chi, con ipocrisia bigotta, vuole assolutamente dargli una visione semplicistica e felice della vita.
Nel frattempo Donnie ha conosciuto Frank, una sorta di amico immaginario. Frank appare nei sogni di Donnie sotto le vesti di un gigantesco coniglio nero antropomorfo dal grottesco aspetto demoniaco; fu lui a salvarlo la notte dell’impatto conducendolo nel sonno al campo da golf per poi preconizzargli la fine del mondo, e in seguito ad indurlo pochi giorni dopo ad allagare la scuola.



Donnie ritorna a casa felicemente accolto dalla famiglia (mediocre spaccato della middle-class americana di periferia), per averlo ritrovato sano e salvo, quando scopre di essere appena scampato dalla morte a causa di una turbina di un Boeing precipitata dal cielo, di
cui però gli ispettori della FIA non sanno spiegarsi la provenienza, in quando non risulta staccatasi da alcun velivolo in volo al momento dell’incidente.
La vita riprende, ma d’ora in poi una serie di piccoli eventi indipendenti si affacceranno sulla sua vita intrecciandosi rapidamente in una concatenata sequenza di coincidenze, che pian piano perderanno per Donnie il loro aspetto puramente casuale.

Donnie Darko è un film illuminante, sconvolgente, onirico, surreale, fastidioso, provocante, rivelatore... come l'arte deve essere!!
A mio parere, è un film che parla del sacrificio; il sacrificio finale per chi si ama. Pur di salvare chi si ama, combattiamo il destino. Questo è il finale del film; che a mio parere, è perfetto!
Inoltre, secondo me, altro tema importante è l'ipocrisia della nostra società.
Donnie Darko ci viene presentato come il pazzo, il "diverso"; ma nella sequenza finale, dove ci vengono descritti tutti i personaggi nella loro intimità, capiamo che forse è Donnie il più normale lì in mezzo. In fondo, si dice che i malati di mente siano le uniche persone vere, le uniche che vedono la realtà per quello che è.


Donnie: Prima di tutto,a creare Puffetta non è stato Grande Puffo,ma Gargamella. L'ha mandata dai Puffi come sua spia perché aveva intenzione di distruggere il villaggio, ma la "contagiosa bontà" della loro vita l'ha trasformata per sempre! Quanto all'ammucchiata stratosferica tra loro è...è irrealizzabile! I Puffi sono asessuati,non hanno neanche u-un organo riproduttivo sotto quei pantaloncini bianchi! Per questo è così illogico essere uno dei Puffi, perché... che cazzo vivi a fare,se non hai il pisello...




C'è un libro che tratta gli stessi temi e che appena ho finito il film, mi è venuto in mente. Un libro non facilissimo, ma ugualmente illuminante, onirico e stimolante: "E l'asina vide l'angelo" di Nick Cave
.


categoria:libri, film vari, fede dicci tu
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scritto da MissPride il martedì, 06 marzo 2007,16:26
Ok questo è l'ultimo. Stavolta è un film Italiano quindi sulla sua uscita nelle sale c'è più certezza almeno del primo "Itty Bitty Titty Committe" che vedremo sicuramente al Festival GLBTQ di Torino del prossimo Aprile ma per una distribuzione nazionale non so quante alte siano le possibilità. Sicuramente in sala anche "Grey Metter" essendo un film commerciale americano. I tre film che vi ho presentato sono tre lavori completamente diversi. "Itty Bitty Titty Committe" è un film indipendente, adolescenziale; "Grey Metter" è una commedia sentimentale se vogliamo, leggera e frizzante e infine "Riparo - Anis tra di noi" che da quel poco che ho visto (il trailer) mi sa molto di film crudo, drammatico, TRISTE.

RIPARO - ANIS TRA DI NOI
regia:
Marco Simon Puccioni
anno: 2007
nazione: Italia/Francia
genere: Analisi sociale
durata (min.):
tendenza: LLL
contenuti: amore lesbico, bisessuale, nuove famiglie, omofobia, genitori e figli, dinamiche di coppia, triangolo amoroso, immigrati

I protagonisti di questa storia sono tre: Anna, una consulente finanziaria di trentacinque anni; Mara, un’operaia di venticinque anni di una fabbrica del nord-est; Anis, un adolescente clandestino. Di ritorno da una vacanza all’estero, Anna e Mara, che da tempo fanno coppia fissa e sono state ormai “accettate” in famiglia e nel lavoro, si rendono conto che un giovane immigrato si è infilato nel rimorchio della loro automobile e ne ha approfittato per superare la frontiera. Sulle prime non sanno come comportarsi, poi decidono di portarlo con loro. Anis, questo il nome del ragazzo, dice di aver perso i suoi genitori e di avere l’intenzione di raggiungere uno zio ristoratore a Milano. Poi però le cose non vanno lisce e il ragazzo torna dalle due donne; e lentamente, facendo leva sul desiderio inespresso di Anna di avere un figlio, si introduce sempre più nella loro casa e nella loro vita. Anna aiuta Anis trovandogli un lavoro presso il fratello Salvio, nonostante l’opposizione di Mara, alle prese con un padre malato e con un lavoro in fabbrica che sembra essere meno certo che in passato. La madre di Anna, infatti, che è tra i proprietari della fabbrica dove Mara lavora, sta decidendo di trasferire all’estero una parte della produzione per poter reggere una concorrenza sempre più agguerrita. Dopo l’iniziale diffidenza, ma solo per un breve momento, Anna, Mara e Anis trovano finalmente un equilibrio in cui riescono ad essere un sostegno l’uno per l’altro e a dare vita ad un anomalo eppure tenero ménage à trois. È un equilibrio precario e difatti non dura molto: Anis verrà licenziato perché sospettato ingiustamente di aver preso della merce (il motivo, in realtà, è la rinnovata dose di diffidenza nei confronti di un extracomunitario e per di più clandestino) e poi è inizialmente respinto da Mara di cui si è nel frattempo innamorato. La dolce intraprendenza di Anis, tuttavia, farà cedere Mara, causando una catena di gelosie e invidie nel gruppetto che si è creato. La scoperta della sessualità da parte di Anis, e di un rinnovato desiderio eterosessuale da parte di Mara (che, dopo un divorzio, era stata letteralmente “salvata” dalla compagna Anna), non è soltanto la goccia che fa traboccare il vaso da un punto di vista narrativo: rappresenta un simbolo di tolleranza, di accettazione delle diversità, di riscoperta di sé attraverso l’altro. Mara, a sua volta, dovrà fare fronte alle conseguenze della concorrenza globale e, dopo la morte solitaria del padre, rinuncerà al posto di lavoro, nonostante la protezione di Anna. Anna, che sembrava la più solida socialmente e psicologicamente, vedrà andare in pezzi il suo progetto esistenziale e professionale. Il film, con toni a volte amari a volte più leggeri, racconta anche delle trasformazioni che la società italiana e in particolare quella del nord-est sta vivendo in questo scorcio di inizio secolo. È la realtà complessa di una società fondata sul lavoro, a volte dinamica più spesso cupa e conservatrice. Il gioco di incastri e di rapporti personali – amore, compassione, fiducia, paura – esplora il piano umano di tre persone diverse fra loro e diverse anche dalla maggioranza, nell’attimo in cui, almeno in apparenza, si instaura un patto di mutua accettazione, prima che i casi della vita lo faccia sciogliere forse per sempre.

Film presentato alla Berlinese di quest'anno nella sezione Panorama.





www.intelfilm.it/home.html

scritto da MissPride il martedì, 06 marzo 2007,15:20
Gironzolando ho trovato dei film che dovrebbero uscire spero presto in italia. Da quel poco che ho potuto vedere sembrano interessanti. Iniziamo dal primo.

ITTY BITTY TITTY COMMITTEE

regia: Jamie Babbit
anno: 2007
nazione: USA
categoria: film festival
genere: Commedia
durata (min.): 85
tendenza: LLL
contenuti: amore lesbico, dinamiche di gruppo lesbico, gay e politica

flash: Anna è una normale adolescente americana, forse solo un po' più insicura e meno scafata della media. Scaricata dalla sua ragazza e respinta dalla scuola dove si era appena iscritta. Anna compiange il suo destino: si sente una povera anima rifiutata da un mondo mediocre. Nel suo percorso verso casa incontra un giorno Sadie, una ragazza molto sexy che guida un gruppo di femministe radicali punk, le “Clits in Action” o più brevemente CIA. Sadie inserisce Anna in un mondo a lei completamente sconosciuto. Tuttavia, quando partecipa alla sua prima operazione segreta, scopre di sentirsi perfettamente a proprio agio, probabilmente anche a causa dell'intenso flirt che sta godendosi con Sadie. Ma presto le cose prendono una brutta piega. La CIA è obbligata ad ammettere che le loro imprese sono infruttuose. Completamente disillusi i membri del gruppo se ne vanno. Si è venuta a creare una complicata situazione, dove tutto sembra dipendere da Anna: riuscirà a fare rinascere le vecchie amicizie e a tirare fuori una brillante idea in grade di ridare la carica al gruppo? Forse il problema è meglio spiegato dal critico di New York B. Ruby Rich: "Per ognuno che si dispera per i problemi del mondo o dei films, queste volonterose lesbiche regalano una buona dose di speranza" (Berlinale 2007)

FILM FESTIVALS for 2007
Berlinale Film Festival
World Premiere 2/9/07
South by Southwest Film Festival
American Premiere in Competition 3/11/07
London Lesbian & Gay Film Festival
Opening Night Film
3/21/07
Cleveland Int. Film Fest 3/17/07
Melbourne Queer Film Festival
Closing Night Film 3/25/07
Belfast Film Festival 3/24/07
Queer Screen Australia 2/28/07
Miami Gay & Lesbian Film Festival
5/5/2007
Torino GLBTQ Film Festival 4/22/07








Trailer

N.B In questa pellicola vi sono volti noti, ad esempio possiamo ritrovare il caro Max di The L Word oppure due delle protagoniste del telefilm per adolescenti Popular.


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