Il Qimanji e una bella e strana domenica sera

scritto da missPatacca il lunedì, 22 ottobre 2007,21:23
Dopo due sere passate al Qimanji, mi sembra ora di parlarne un pò...
Mi piace decisamente; locale carino, bella gente variegata, spettacoli carini. Mi piace, almeno fino a quando non si trasforma in discoteca... ma questo è un mio problema, che non sono proprio un' "animale da discoteca". Chi è più esperto di me a riguardo, dice che anche la fase disco non è per niente male, ha una bella musica.
In ogni caso, la fase precedente, la fase 'aperitivo' mi piace proprio.
Mi piace questo luogo dove si può andare con gli amici a chiaccherare, mangiare e bere qualcosa; mi piace la musica, mi piace poter scrutare il sottobosco di questo mondo gayo torinese.
Mi piace incontrare persone che conosco, che non vedo da un pò e farci due parole. Mi piace l'idea delle foto, come se fosse una piccola festa tra i amici, di cui si cerca di fermare alcuni ricordi.
Mi piace che le mie amiche possano essere avvicinate da un ragazzo, mentre ballano; e che dopo un paio di sguardi questo le dica all'orecchio: "Io non sono gay!" e la mia amica risponda: "Io si!".
Mi piace la ballerina-animatrice!! (un modo, almeno per farti incontrare il mio sorriso, lo troverò!!! uahuahuah *risata malefica*).

...
E poi, mi piace pure poter fare un pluri-coming out in una volta sola! ..incontrando uno dei miei ex compagni di scuola, gay (di cui i nostri lettori più assidui si ricorderanno in un mio precedente post!); che mi chiede: "Che ci fai da queste parti?" e io gli rispondo: "Eeeeh... anch'io...!", e lui: "Ah, bene!!" ...e sapere che ora tutti i miei ex-compagni sapranno di me e sentirsi più leggeri e felici di farsi vedere per quello che si è!
(ma avere anche un pò di strizza del rischio che i tuoi possano venirlo a sapere per vie traverse o in modo sbagliato!)
categoria:noi , torino, locali
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scritto da MissPride il martedì, 16 ottobre 2007,13:24
Erica Bain vive a New York, che registra e racconta via etere nel programma radiofonico "Street Walk". Spento il microfono e conclusa la giornata si rifugia nell'abbraccio dell'amato David, il compagno che avrebbe sposato se due balordi non lo avessero massacrato a Central Park. Sopravvissuta all'aggressione, Erica compra illegalmente una pistola per affrontare la strada e la paura. Un nuovo trauma, l'assassinio di una donna in un drugstore, scatena la sua rabbia e il desiderio di vendetta. Sui marciapiedi di New York incontrerà il senso del dovere del detective Mercer, che la costringerà a riflettere sulla legittimità della vendetta.
Dopo la parabola favolistica di
Breakfast on Pluto, che affrontava il problema identitario di un uomo e di una nazione, Neil Jordan lascia l'Irlanda alla volta degli Stati Uniti, volgendo al femminile la vendetta "giusta" alla Charles Bronson. Il suo biondo giustiziere, come ogni eroe jordiano, si trova nell'impossibilità di sottrarsi alla propria indole ma se il giovane travestito di Cillian Murphy intraprendeva un viaggio esistenziale nel proprio Paese per riconquistare se stessa, la Erica di Jodie Foster attraversa le strade buie di New York e i tunnel di Central Park, perdendosi e perdendo la propria umanità.
Lontana dallo spirito borghese di Allen, la città americana diventa lo spazio della paura della violenza intesa come catastrofe morale. Dentro le vedute aeree e notturne di Manhattan, Jordan procede a investigare i misteri del cuore umano e il desiderio, radicato negli States, di farsi giustizia da soli. Dopo la perdita del fidanzato, la protagonista assume su di sé la volontà di riparare il torto, spogliandosi progressivamente della pietà e del filantropismo.
Pur dichiarando di aver voluto lasciare fuori la politica e di avere evitato qualunque tentativo di analisi dell'evento (il 9/11), Jordan mette in scena (indirettamente?) il "vuoto" lasciato dal trauma dell'aggressione, che ha sconvolto definitivamente il concetto di giustizia. Per la protagonista la "rieducazione" ai valori della civiltà passa attraverso la vendetta portata alle estreme conseguenze. Per superare lo shock e la grave crisi d'identità sociale, il cantastorie irlandese sa che occorre innanzitutto restituire la memoria attraverso la narrazione, facendo riemergere i fantasmi e liberando la nostra paura. Il dolore diventa il motore dell'azione, la crisi individuale di Erica diventa crisi sociale e poi culturale.
Jodie Foster, che dagli anni Novanta incarna sullo schermo la decenza morale e la disponibilità caratteriale, fa i conti questa volta con un soggetto critico. Nell'America di Jordan, il mondo preme da fuori finendo per tracimare nel territorio più prezioso: il privato. Così la resistenza di Erica si gioca in chiave privatistica e coscenziale.
(www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp)

Film visto domenica sera dopo lunga attesa, è un film crudo, su quanto il dolore e la perdita violenta di chi si ama possa portare alla vendetta passando per il terrore di un angolo buoio o di una strada anche alla luce del sole. La protagonista sopravvissuta diventa passa dalla paura di uscire di casa al vagare di notte per strade sempre più buie e mal frequentate sicura della pistola che tiene in borsa e sicura di saperla usare per uccidere.
Un film che va contro la morale comune a cui i film ci hanno abituati soprattutto se film intrinsechi di realtà..Vi consiglio di andarlo a vedere se non l'avete ancora fatto..
Jodie Foster è eccezionale in questa parte a lei non consona, la vediamo cambiare da fidanzata innamorata e spensierata ad assassina fredda..Cambia il suo modo di essere anche esteriormente a rappresentare il suo freddo interiore. Il suo fisico diventa più forte..diventa più dura, perde la femminilità che aveva all'inizio del film..
Nota..sempre troppo lesbica in sto fllm *_* sia per il tagio di capelli sia per il suo modo di muoversi quando si trasforma in giustiziera!..ditemi se l'avete notato anche voi O_O



categoria:visto al cinema, fede si
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Jerry Maguire

scritto da missPatacca il sabato, 06 ottobre 2007,12:58
Se c'è qualche assiduo frequentore del blog tra i nostri lettori, ormai avrà capito che io, ogni tanto, vedo un film in tv o mi sovvengono alla memoria immagini o dialoghi particolari e dopo di chè decido di raccontare quel film, qui sul blog.

La scorsa settimana hanno trasmesso Jerry Maguire. Decisamente uno dei miei film preferiti!
Io adoro Cameron Crowe e il suo modo di narrare le storie; le narra da angolature e punti di vista particolari. Spesso utilizza il protagonista dei suoi film come veicolo per presentarci altri personaggi, altre realtà, altre storie. Ma, allo stesso tempo, ci fa conoscere profondamente il personaggio principale con le sue passioni, debolezze e forze.



Jerry Maguire, spregiudicato procuratore sportivo dalla vita frenetica, è bello, affascinante e devoto ai suoi gloriosi clienti ed alla sua stupenda fidanzata, fino a quando, un giorno, commette uno sconsiderato gesto d'onore: redige una dichiarazione sconvolgente sull'agenzia per cui lavora. La risposta, è il licenziamento.
Jerry cerca di ricostruirsi una nuova vita con l'aiuto di Rod Tidwell, atleta in declino, e di Dorothy, una deliziosa ragazza che decide di seguirlo nel suo futuro incerto.


Il film in questione, lo trovo stupendo, accattivante; con una storia particolare ma comune, allo stesso tempo.
Dialoghi divertenti ben interpretati dal cast di attori; in particolare Cuba Gooding Jr. (premio Oscar come miglior attore non protagonista) ed il piccolo Jonathan Lipnicki, bravissimo e adorabile.







categoria:film vari, attori/attrici
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