Di Blockbuster e delle multisale
Eppure, eppure quando entro lì dentro non posso fare a meno di provare una certa tristezza. Mi sembra un luogo freddo, impersonale, confusionario; un luogo in cui viene espresso spudoratamente l'aspetto più commerciale dell'industria cinematografica; in cui l'importante non è far conoscere la settima arte in tutta la sua bellezza, ma semplicemente ricavarne un profitto. Ormai i film sono in secondo piano, contornati da dolcetti, pupazzetti e miriade di oggettistica inutile. Ma forse, il ruolo di Blockbuster è proprio quello di fornire mero intrattenimento consumistico.
Per questo non riesco a considerare Blockbuster una videoteca. La videoteca per me, è quella che mi ha fatto conoscere il mondo del cinema. Quel piccolo negozio, caldo e accogliente, in cui ti perdevi tra gli scaffali ed era molto più facile trovare film indipendenti, che di prima distribuzione. E' quel luogo dove ho imparato a conoscere attori, registi e film che hanno fatto la storia del cinema.
Quindi, viva le piccole videoteche!
Allo stesso modo, io ho un brutto rapporto con le Multisale.
In uno dei miei primi post, raccontai che la mia passione per il cinema nacque verso i 15 anni per alcuni film affittati in una videoteca sottocasa. Ma forse, il mio amore per il cinema è nato molto prima.
E' nato grazie a mia madre, che fin da piccola mi portò a vedere le pellicole del grande schermo.
Per seguire la sua idea di stimolare continuamente il mio intelletto e la mia coscienza (non per niente, mi permise di leggere "La casa degli spiriti" a 12 anni, con grande disappunto della mia professoressa d'italiano delle medie), non mi fece semplicemente vedere le bellissime e divertentissime avventure della Walt Disney, ma mi portò a vedere le cose più disparate.
Ricordo ancora la gamba maciullata di Kevin Costner in Balla coi lupi, le avventure in mezzo a topi e pipistrelli di India Jones e il tempio maledetto, o le grandi risate di mia madre davanti a Tre scapoli e un bebè. Per non parlare de L'ultimo Imperatore; a sei anni quasi tre ore di film possono essere impegnative, eppure mi ricordo che, si non comprendevo a pieno la storia, ma i miei occhi si riempirono d'immagini bellissime dai mille colori e mi sembrava di essere in quel mondo di antiche tradizioni.
Beh, forse tutto questo, questi ricordi sono il seme della mia passione per il cinema. E tutti questi ricordi sono legati a sale cinematografiche con un'atmosfera quasi familiare, con poltrone un pò logore ma comode e avvolgenti.
Eppure ora, va di moda la multisala. In cui, nuovamente, sembra che l'obiettivo principale sia vendere, non importa cosa ma vendere. Con quei lunghi corridoi che portano alle 15 sale diverse, quegli spazi così omologanti e piatti.
Delle multisale io odio che indichino il posto dove sederti. Avere il piacere di scegliere con tutta calma la posizione a te più consona è, a mio parere, uno dei piaceri dell'andare al cinema, ti fa sentire a casa.
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