scritto da missPatacca il mercoledì, 28 marzo 2007,12:37
Ancora un film...........




MYSTERIOUS SKIN
Quando aveva otto anni, Brian Lackey si svegliò nella cantina della sua casa con il naso sanguinante senza avere idea di come ci fosse arrivato. Dopo questo avvenimento la sua vita cambia: ha paura del buio, fa pipì a letto e ha terribili incubi. Neil McCormick è un bel ragazzo, affascinante ma con un modo di pensare e vedere le cose fuori dal comune, che tutti ammirano da lontano percependo un senso di disagio nei rapporti ravvicinati. La ricerca di quello che Neil intende per "amore" lo porta a New York City. La ricerca di Brian rivolta a scoprire quello che gli è accaduto in passato lo conduce a Neil. Insieme scopriranno che gli eventi che hanno influito sulla loro personalità non sono quello che apparivano.
[sito]

Questo è un film non semplice, ma imperdibile. Con un linguaggio visivo estremamente eloquente.
E' un viaggio all'interno degli animi di questi personaggi un pò particolari, ma anche commoventi.

Aggiornamento delle 18.52: mi son scordata di dire che in questo film c'è una bellissima Michelle Trachtenberg!! molto sbav (a mio parere) in questa versione punkettosa!!!



categoria:film vari, attori/attrici, fede no
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scritto da missPatacca il mercoledì, 28 marzo 2007,12:21
Buongiorno a tutti!
Oggi ho voglia di raccontarvi qualcosa...
e ho pensato di presentarvi un film interessante e particolare, un film accattivante e intenso. Ve lo consiglio proprio!

Una casa alla fine del mondo

Bobby Morrow è un bambino che ha un fratello meraviglioso, Carlton, che gli insegna a sorridere alla vita. Carlton muore tragicamente, e dopo di lui tutti i familiari di Bobby, che pur se solo, non perde la gioia di vivere. Viene accolto nella famiglia del suo miglior amico, Jonathan, che diventa rapidamente la sua. È impossibile non amare Bobby, così naive e pronto a dare amore a chiunque gli stia accanto,. Il tempo passa, i ragazzi crescono: Jonathan si è scoperto gay e si è trasferito a New York, Bobby fa il pasticciere a Cleveland. Quando Alice, la mamma di Jonathan, si trasferisce col marito, Bobby raggiunge Jonathan a New York e conosce Clare, che vive nella stessa casa. I due si innamorano, ma anche Jonathan ama Bobby, e Bobby ama tutti. Beh, in fondo una famiglia puoi fartela come ti pare e piace, anche a tre!


È tratto dal romanzo Michael Cunningham, che negli anni '70 era un giovane pieno di ideali, innamorato della vita e convinto che un mondo migliore fosse possibile. Questo sogno è il vero protagonista del film, che trova incarnazione nel personaggio di Bobby, candido e amorevole (ma non ingenuo) ragazzotto di provincia.
[fonte]

categoria:film gayo, fede dicci tu
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scritto da MissPride il domenica, 25 marzo 2007,16:58
Come ogni settimana ecco la nuova scheda del film visto sta settimana.
Giovedì sera le vostre due Miss sono andate a vedere "Diario Di Uno Scandalo"
 



occhiello Torbido dramma delle relazioni umane con due attrici da Oscar occhiello
Una giovane professoressa alle prese con la gelosia di una collega più anziana.

Uscita nelle sale: 23/02/2007

Barbara è un'insegnante londinese ormai vicina alla pensione e poco amata dai colleghi. La sua vita solitaria trova consolazione nella gatta Porzia e nella regolare tenuta di un diario. Un giorno arriva nella scuola una giovane e attraente insegnante, Sheba, sposata con un uomo più maturo di lei e con due figli adolescenti, di cui uno affetto dalla sindrome di Down. Barbara inizialmente la critica e poi scopre la sua relazione sessuale con un allievo quindicenne. Da questo momento è consapevole di avere in pugno quella che vorrebbe fosse per lei un'amica e anche qualcosa di più.
Il regista Richard Eyre si è affidato a uno sceneggiatore di eccezione come Patrick Marber (molti ricorderanno Closer di Mike Nichols, adattato da Marber da una sua opera teatrale) per trasporre al cinema il romanzo in bilico tra comicità e dramma di Zo Heller. L´operazione è riuscita grazie anche alla notevole performance delle due protagoniste.
Si tratta di due scuole di recitazione che si confrontano attraverso due star. La Dench con un'espressività contenuta che gioca tutto sui piccoli ma percettibili movimenti del volto e sulla parola. La Blanchett che invece dà al suo personaggio una vitalità serena e tormentata al contempo.
La storia, se vogliamo, è di quelle note e che hanno toccato il vertice del successo con film come Attrazione fatale: qualcuno che ricatta qualcun altro convinto in tal modo di poterne conquistare l´amore. Notes on a Scandal si spinge però più oltre su due versanti. Affronta infatti il tema della pedofilia al femminile che spesso viene poco considerata. Un uomo che ha relazioni sessuali con una minorenne viene in qualche modo considerato più "colpevole" dal senso comune rispetto alla situazione inversa. L´abuso sembra essere considerato come meno forte, forse anche perché statisticamente meno rilevato. C´è però, ed è forse ancora più interessante, la lettura di due fragilità. La prima, quella di Barbara, chiusa in un´apparentemente inviolabile fortezza di solitudine e pronta a fare del male pur di avere ciò che ritiene il proprio ´bene´. L´altra, quella di Sheba, che sembra cercare nel rapporto sessuale con lo studente adolescente una completezza che la Natura non ha donato a suo figlio. Sarà interessante alla fine scoprire se ci sono dei vincitori o solo dei perdenti. Proprio per questo, se decidete di vederlo, non fatevi anticipare nulla sul finale. tratto da movies.it

Ora passiamo alla nostra recensione. Film inquietante, o almeno per me è stato così, vuoi forse perchè sono entrata al cinema e mi son seduta sui divanetti già sapendo cosa mi aspettava e quindi con l'angoscia ad ogni scena di chiedermi "oddiocosasuccederàora??" . Vedi la Dench e ti chiedi per tutto il tempo cosa combinerà di cattivo, perchè in lei c'è l'aurea negativa, puoi aspettarti solo gesti psicopatici. Inoltre vedendo il trailer per tre quarti del film sai cosa aspettarti. Infatti ho avuto la netta, nettissima sensazione a un certo punto, anzi non sensazione ma stacco, di chiedermi e ora?..da li in poi il film è stata un'incognita fino al finale!

Le due attrici sono bravissime, sulla scena e sul video solo loro, gli altri personaggi sono formiche. Entrambe eccezionali nell'interpretare le loro parti. REALI. 10+ a loro due.

Sito Ufficiale

Tubiamoci con la Litti

scritto da MissPride il martedì, 20 marzo 2007,19:08
-11 Marzo 2007-
-Che Tempo Che Fa-



-18 Marzo 2007

-Che Tempo Che Fa-

-Prima Parte-

-Seconda Parte-


categoria:post svacco, fede si
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scritto da missPatacca il sabato, 17 marzo 2007,15:14
Ecco l'ultima avventura delle vostre due Miss......

"Nicholas Garrigan è un medico inglese neolaureato che sogna l’avventura umanitaria. La trova in Uganda dove si reca ad esercitare la sua professione. Viene immediatamente colpito dalla moglie del medico responsabile dell’ospedale ma ben presto una più forte calamita lo attrae a sé: si tratta di Idi Amin Dada, il trascinatore di folle che ha appena sconfitto l’avversario Milton Obote e rimarrà Presidente del Paese dal 1971 al 1979. Nicholas diverrà suo medico personale e poi suo principale consigliere scoprendo progressivamente che dietro alla facciata di brillante bonomia si cela un uomo crudele. “Sua Eccellenza Presidente per la Vita, Federmaresciallo Al Haidji Dottor Idi Amin, Signore di tutti gli animali della terra e dei pesci del mare, e Conquistatore dell’Impero Britannico, In Africa e particolarmente in Uganda”. Così si autoproclamò l’uomo che è stato accusato del massacro di centinaia di migliaia di persone.
Ancor più affascinante perché interpretato da un Forest Whitaker assolutamente straordinario nell’offrirci l’ambiguità della follia coniugata al potere.
Le battute, l’ammirazione per la Scozia, la voglia di vita e il desiderio di giustizia di cui Amin fa sfoggio esteriore si velano pian piano dell’ombra della follia. Una follia al contempo determinata e insicura che viene resa con grande sensibilità in modo da non rendere mai il dittatore del tutto ‘simpatico’ ma neppure di delinearlo come il Mostro da esorcizzare." (fonte)


(sito)

Questo è un film intenso, che ci ha sorpreso. Un film con un crescendo emotivo notevole, che prende una piega che non ti aspetteresti mai; ma forse proprio per seguire la vita della persona che ci viene raccontata. La storia vera del dittatore Amin, al governo dell'Uganda dal 1971 al 1979; prima, grande trascinatore di folle, poi colpevole di efferati omicidi.
Ci sono un paio di scene un pò esplicite e mi sono chiesta se erano necessarie, ma credo di si. Credo che, ogni tanto, sia importante far vedere quanto può essere crudele la mente di un uomo e che alcune cose non si possono ignorare.



 

categoria:visto al cinema, fede no
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scritto da missPatacca il giovedì, 15 marzo 2007,18:33
Ed ora post un pò svacco......... (sperando che la mia collega di viaggio sia d'accordo...)

Ma quanto è bella Giovanna Mezzogiorno?!?!?




Va beh, cerchiamo di dare un barlume di raziocinio a questo post......
vi consiglio un film carino della suddetta attrice, insieme a Stefano Accorsi (si sono conosciuti in questo film, quando si sono messi insieme!): Più leggero non basta .
Diciamo che io sono un pò coinvolta e forse il mio giudizio è leggermente traviato, ma lo trovo molto carino!

scritto da missPatacca il giovedì, 15 marzo 2007,18:20
Oggi, parlando con un'amica, è venuto fuori nel discorso un bel libro: "Non ci sono solo le arance" di Jeanette Winterson.
E' un libro che a me, personalmente, è piaciuto molto. L'autrice ha scrittura particolare, accattivante; con tono ironico fa sorridere su temi scomodi, pungenti e fastidiosi e ci insegna che, come dice la madre della protagonista, non ci sono solo le arance!


"Jeanette, cresciuta da una madre fervidamente cattolica, inizialmente aspira a divenire una missionaria, ma "condizionata" dalla sua intelligenza sfugge ad un futuro fatto di chiesa e moralismo innamorandosi, pensate un po', di una donna. Questa scelta peccaminosa sconvolgerà la sua famiglia e la comunità intera tanto da far ritenere che Jeanette sia stata plagiata dal demonio.

In questo primo romanzo, Jeanette Winterson affronta con un umorismo intelligente temi forti quali la religione, l'omosessualità, l'adozione e i conflitti tra madre e figlia. Nella storia che ha per protagonista l'omonima Jeanette, le donne prendono tutto il palcoscenico."




C'è anche una serie tv tratta da questo romanzo, "Oranges are not the only fruit". Io, però non l'ho apprezzata molto, mancava dello stesso brio che invece avvolge il libro.


categoria:libri, film lelli, fede dicci tu
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scritto da MissPride il lunedì, 12 marzo 2007,16:33
Che week end fuori oraio questo appena terminato, per tre giorni ho scambiato la notte per il giorno e viceversa! Detto questo andiamo alle  cose serie.

Venerdì sera ormai classica seratina al Leri o meglio per chi non lo conoscesse il "Caffè Leri" (il sito non è aggiornato), comunque tornando a noi seratina quindi al Leri, che dire, sta volta non è stata un gran chè a dirla tutta, sarà anche per altri casini non inerenti il locale di per se che hanno reso l'umore poco da festa ma anche il locale ci ha messo del suo.
Ora mi spiego meglio, la serata del venerdì è molto interessante per un particolarità, le due cubiste!! si esatto proprio le cubiste che ballano da mezzanotte all'ora di chiusura (02.00 a.m ndr.) sul bancone del locale vestite in modo sempre più succinto e giocando tra di loro in modo molto MOLTO sensuale anche avendo la collaborazione di una catena appesa al soffito che fa da palo mobile. Ecco qusto è quello che dovrebbe essere il venerdì al Leri, stare seduta a sorseggiare alcool e sbavare dietro a loro due. Ma stavolta che è successo??
Ecco che è successo, le due cubiste c'erano, i vestitini succinti c'erano solo che il contorno non ha favorino lo spettacolo super. Motivi?..allora troppo fumo nella sala sparato per fare nebbia tra un po ci intossicava e non faceva vedere nulla, all'inizio vedevi solo le sagome delle due ragazze ma nel finale non vedevi neanche più quello, oltre a questo che già basterebbe, per metà serata hanno messo musica latino americana quindi "tutti" a ballare, indi zero cubiste a ballare sul bancone e va bene una va bene due ma non dico un'ora ma quasi solo di latino americano distruggono anche le menti più forti. E guarda caso li il fumo non c'era (-.-) tornate sul bancone è tornato anche il fumo (-.-). Ultima cosa che forse più importante anche della presenza o assenza del fumo è sicuramente l'entusiasmo delle ragazze che era pari a un cane agonizzante, quindi metti caso che le si vedesse tra una nebbia e l'altra non avrebbero preso come di consueto gli animi degli spettatori, almeno non quelli miei e delle mie amiche! Può capitar la serata storta infatti confido nel prossimo venerdì che sia di nuovo una serata bomba come le altre!
Perchè tolta sta serata il venerdì è molto divertente, ah dimenticavo da un paio di settimana c'è il vocalist trans che non è male anima un pochino la serata almeno!..
Comunque locale carino, pubblico prevalentemente maschile e sui trentanni, donne (aimè) poche, trans in buona percentuale, etero pure (li ho incontrati, ma questa è un'altra avventura XD) quindi c'è omogeneità tra il pubblico.
Se ho capito bene al venerdì da questa settimana ci sarà la serata disco, se interessa!!
Credo di aver detto tutto (muble) se mi viene in mente altro aggiungo :P
Alla prossima

        
foto Leri

 
 

categoria:torino, locali, vaneggioni, fede si
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scritto da missPatacca il domenica, 11 marzo 2007,19:15
Oggi ho scelto di scrivere su un film, a mio parere, stupendo... Donnie Darko!




"Ci sono delle persone che nascono con la tragedia nel sangue."

Donnie Darko è un adolescente alle prese coi problemi dell’età: un liceale maturo, intelligente, compassionevole verso chi versa in condizioni di disagio, ma non gode di popolarità, è introverso e soprattutto schizofrenico – in terapia psichiatrica e sotto cura farmacologica; affetto da un apparente stadio depressivo, vive con tedio l’esistenza non comprendendone il significato, ed entra spesso in contrasto con chi, con ipocrisia bigotta, vuole assolutamente dargli una visione semplicistica e felice della vita.
Nel frattempo Donnie ha conosciuto Frank, una sorta di amico immaginario. Frank appare nei sogni di Donnie sotto le vesti di un gigantesco coniglio nero antropomorfo dal grottesco aspetto demoniaco; fu lui a salvarlo la notte dell’impatto conducendolo nel sonno al campo da golf per poi preconizzargli la fine del mondo, e in seguito ad indurlo pochi giorni dopo ad allagare la scuola.



Donnie ritorna a casa felicemente accolto dalla famiglia (mediocre spaccato della middle-class americana di periferia), per averlo ritrovato sano e salvo, quando scopre di essere appena scampato dalla morte a causa di una turbina di un Boeing precipitata dal cielo, di
cui però gli ispettori della FIA non sanno spiegarsi la provenienza, in quando non risulta staccatasi da alcun velivolo in volo al momento dell’incidente.
La vita riprende, ma d’ora in poi una serie di piccoli eventi indipendenti si affacceranno sulla sua vita intrecciandosi rapidamente in una concatenata sequenza di coincidenze, che pian piano perderanno per Donnie il loro aspetto puramente casuale.

Donnie Darko è un film illuminante, sconvolgente, onirico, surreale, fastidioso, provocante, rivelatore... come l'arte deve essere!!
A mio parere, è un film che parla del sacrificio; il sacrificio finale per chi si ama. Pur di salvare chi si ama, combattiamo il destino. Questo è il finale del film; che a mio parere, è perfetto!
Inoltre, secondo me, altro tema importante è l'ipocrisia della nostra società.
Donnie Darko ci viene presentato come il pazzo, il "diverso"; ma nella sequenza finale, dove ci vengono descritti tutti i personaggi nella loro intimità, capiamo che forse è Donnie il più normale lì in mezzo. In fondo, si dice che i malati di mente siano le uniche persone vere, le uniche che vedono la realtà per quello che è.


Donnie: Prima di tutto,a creare Puffetta non è stato Grande Puffo,ma Gargamella. L'ha mandata dai Puffi come sua spia perché aveva intenzione di distruggere il villaggio, ma la "contagiosa bontà" della loro vita l'ha trasformata per sempre! Quanto all'ammucchiata stratosferica tra loro è...è irrealizzabile! I Puffi sono asessuati,non hanno neanche u-un organo riproduttivo sotto quei pantaloncini bianchi! Per questo è così illogico essere uno dei Puffi, perché... che cazzo vivi a fare,se non hai il pisello...




C'è un libro che tratta gli stessi temi e che appena ho finito il film, mi è venuto in mente. Un libro non facilissimo, ma ugualmente illuminante, onirico e stimolante: "E l'asina vide l'angelo" di Nick Cave
.


categoria:libri, film vari, fede dicci tu
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scritto da MissPride il martedì, 06 marzo 2007,16:26
Ok questo è l'ultimo. Stavolta è un film Italiano quindi sulla sua uscita nelle sale c'è più certezza almeno del primo "Itty Bitty Titty Committe" che vedremo sicuramente al Festival GLBTQ di Torino del prossimo Aprile ma per una distribuzione nazionale non so quante alte siano le possibilità. Sicuramente in sala anche "Grey Metter" essendo un film commerciale americano. I tre film che vi ho presentato sono tre lavori completamente diversi. "Itty Bitty Titty Committe" è un film indipendente, adolescenziale; "Grey Metter" è una commedia sentimentale se vogliamo, leggera e frizzante e infine "Riparo - Anis tra di noi" che da quel poco che ho visto (il trailer) mi sa molto di film crudo, drammatico, TRISTE.

RIPARO - ANIS TRA DI NOI
regia:
Marco Simon Puccioni
anno: 2007
nazione: Italia/Francia
genere: Analisi sociale
durata (min.):
tendenza: LLL
contenuti: amore lesbico, bisessuale, nuove famiglie, omofobia, genitori e figli, dinamiche di coppia, triangolo amoroso, immigrati

I protagonisti di questa storia sono tre: Anna, una consulente finanziaria di trentacinque anni; Mara, un’operaia di venticinque anni di una fabbrica del nord-est; Anis, un adolescente clandestino. Di ritorno da una vacanza all’estero, Anna e Mara, che da tempo fanno coppia fissa e sono state ormai “accettate” in famiglia e nel lavoro, si rendono conto che un giovane immigrato si è infilato nel rimorchio della loro automobile e ne ha approfittato per superare la frontiera. Sulle prime non sanno come comportarsi, poi decidono di portarlo con loro. Anis, questo il nome del ragazzo, dice di aver perso i suoi genitori e di avere l’intenzione di raggiungere uno zio ristoratore a Milano. Poi però le cose non vanno lisce e il ragazzo torna dalle due donne; e lentamente, facendo leva sul desiderio inespresso di Anna di avere un figlio, si introduce sempre più nella loro casa e nella loro vita. Anna aiuta Anis trovandogli un lavoro presso il fratello Salvio, nonostante l’opposizione di Mara, alle prese con un padre malato e con un lavoro in fabbrica che sembra essere meno certo che in passato. La madre di Anna, infatti, che è tra i proprietari della fabbrica dove Mara lavora, sta decidendo di trasferire all’estero una parte della produzione per poter reggere una concorrenza sempre più agguerrita. Dopo l’iniziale diffidenza, ma solo per un breve momento, Anna, Mara e Anis trovano finalmente un equilibrio in cui riescono ad essere un sostegno l’uno per l’altro e a dare vita ad un anomalo eppure tenero ménage à trois. È un equilibrio precario e difatti non dura molto: Anis verrà licenziato perché sospettato ingiustamente di aver preso della merce (il motivo, in realtà, è la rinnovata dose di diffidenza nei confronti di un extracomunitario e per di più clandestino) e poi è inizialmente respinto da Mara di cui si è nel frattempo innamorato. La dolce intraprendenza di Anis, tuttavia, farà cedere Mara, causando una catena di gelosie e invidie nel gruppetto che si è creato. La scoperta della sessualità da parte di Anis, e di un rinnovato desiderio eterosessuale da parte di Mara (che, dopo un divorzio, era stata letteralmente “salvata” dalla compagna Anna), non è soltanto la goccia che fa traboccare il vaso da un punto di vista narrativo: rappresenta un simbolo di tolleranza, di accettazione delle diversità, di riscoperta di sé attraverso l’altro. Mara, a sua volta, dovrà fare fronte alle conseguenze della concorrenza globale e, dopo la morte solitaria del padre, rinuncerà al posto di lavoro, nonostante la protezione di Anna. Anna, che sembrava la più solida socialmente e psicologicamente, vedrà andare in pezzi il suo progetto esistenziale e professionale. Il film, con toni a volte amari a volte più leggeri, racconta anche delle trasformazioni che la società italiana e in particolare quella del nord-est sta vivendo in questo scorcio di inizio secolo. È la realtà complessa di una società fondata sul lavoro, a volte dinamica più spesso cupa e conservatrice. Il gioco di incastri e di rapporti personali – amore, compassione, fiducia, paura – esplora il piano umano di tre persone diverse fra loro e diverse anche dalla maggioranza, nell’attimo in cui, almeno in apparenza, si instaura un patto di mutua accettazione, prima che i casi della vita lo faccia sciogliere forse per sempre.

Film presentato alla Berlinese di quest'anno nella sezione Panorama.





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